MAURIZIO LANDINI È DEFICIENTE?

CERTAMENTE HA DEFICIT IN AUTONOMIA SINDACALE ED EDUCAZIONE

Le ultime dichiarazioni del segretario generale della CGIL, che prima ha definito cortigiana la Presidente del Consiglio e poi ha indetto uno sciopero nazionale per venerdì 12 dicembre, hanno prodotto l’attenzione dei Media per cui il leader sindacale ha raggiunto il suo principale obiettivo e cioè che si parli di lui. Segue le orme dei suoi predecessori Susanna Camusso, Guglielmo Epifani e Sergio Cofferati, che pur sottolineando sempre nei loro discorsi l’importanza dell’autonomia sindacale appena hanno terminato il loro mandato (8 anni), alla prima tornata utile, sono stati nominati parlamentari in Italia o in Europa dal PD. Landini però non ha la cultura di Sergio Cofferati, che per essere anche un melomane ricevette perfino un premio prestigioso La Bussola di Amalfi (utile per ritrovare l’orientamento che spesso perdeva), infatti ignorando forse il significato della parola cortigiana il buon Landini ha così, recentemente, apostrofato la Meloni; di certo poi non ha lo stile sobrio di Guglielmo Epifani che, essendo un gentiluomo, ancora oggi è ricordato da tutti con simpatia. La sua attività politica a servizio del Partito Democratico viene confermata dalla non adesione della CISL e UIL a questo ingiustificato sciopero generale proposto dalla CGIL per venerdì 12 dicembre contro la legge finanziaria 2026; questa è ancora in discussione al Senato e ha già accolto, sia pure parzialmente, molte proposte sindacali. Landini, nonostante l’abbandono di CISL e UIL, però persiste nel sostenere Elly Schlein nelle sue giornate di piazza contro il Governo per cui non ha voluto annullare questa già indetta. Praticamente Landini preferisce fare ammuina e se ne frega dei concorsi per gli insegnanti convocati da mesi per questa data, dell’anniversario di piazza Fontana, degli interessi dei lavoratori che utilizzano i mezzi di trasporto pubblici e gli altri servizi; lui mantiene il punto. Ho riletto nei giorni scorsi un libro del 2008, scritto da un vero giornalista d’inchiesta morto prematuramente nel dicembre 2018, che non ebbe però lo stesso successo di quello più famoso dell’anno precedente <<LA CASTA>> di Stella e Rizzo in quanto questo non trattava dell’antipolitica imperante ma indagava invece sul pianeta Sindacati. Inoltre il libro non poté godere dell’attenzione dei Media in quanto alcuni sindacalisti si mobilitarono per favorirne nelle redazioni giornalistiche e televisive la “sparizione di tale testo” e perfino Confindustria si prestò a tale silenzio sia con il suo SOLE 24 ORE sia evitando che nelle sue sedi provinciali fosse presentato. Mi riferisco a <<L’ALTRA CASTA, privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionali>> di Stefano Livadiotti, coraggioso e obiettivo giornalista del settimanale L’ESPRESSO, che pur essendo di sinistra era capace di riconoscere le criticità e le contraddittorie posizioni di chi si professava di quella parte ma poi si occupava per lo più dei propri interessi; fu autore anche di: <<I MAGISTRATI. L’ULTRA CASTA >> del 2009, <<I SENZA DIO>> del 2011 e altri ancora. Leggetelo e potrete scoprire di tutto, di più. Dalla copertina sul retro <<“Le allegre finanze del sindacato: la sola CGIL ha un giro di affari valutato in un miliardo di euro. I delegati delle tre centrali sindacali sono 700 mila, sei volte più dei Carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro l’anno.”>>. Il testo poi registra fatti sconvolgenti: – il lavoro nero presente nelle sedi sindacali e nei loro patronati, – le follie dei distacchi e delle aspettative, – la percentuale mediamente del 60% in più sulle pensioni dei rappresentanti sindacali, – i sindacalisti pensionati d’oro (nomi altisonanti che sembra abbiano lavorato fin dall’età delle scuole elementari), – i benefici ottenuti dai sindacalisti dalla legge Mosca del 1958 e di altre successive nonché delle favorevoli interpretazioni delle stesse da parte dell’INPS, da sempre governata da un CDA composto, prevalentemente, da sindacalisti, – scandali, bilanci falsi e tanto altro ancora. Non aggiungo altro per non sottrarvi la scoperta di tante altre vicende alcune per me, semplicemente, delinquenziali che all’epoca hanno a dir poco sconvolto questo ottimo giornalista che conobbi durante la mia presidenza di Confindustria Salerno (3/1999-6/2003). Venne a trovarmi per avere informazioni sulle “controversie” tra la mia presidenza e la CGIL territoriale in uno alle mie polemiche verso il suo segretario generale Sergio Cofferati. Risposi a tutte le sue domande e gli fornii anche alcune informazioni sul lavoro nero presente sia in molte sedi territoriali dei sindacati sia in quelle dei rispettivi patronati che negli uffici all’estero erano adusi a falsificare i dati per incrementare, abbondantemente, i contributi che per legge l’INPS, senza seri controlli, provvedeva a erogare sollecitamente. Perplesso per quanto da me espresso mi disse che avrebbe verificato e che se il tutto fosse risultato vero avrebbe iniziato una inchiesta. Racconto e spiego ora un episodio che a suo tempo fece scalpore e che mi riguarda. Sergio Cofferati nell’aprile 2003 venne a Salerno nel salone di rappresentanza della Provincia per un dibattito organizzato dalla sua Fondazione/Associazione APRILE al quale fui invitato solo come spettatore senza essere inserito tra i relatori con un evidente sgarbo verso Confindustria Salerno. Andai alla manifestazione e allorquando questa finalmente iniziò ed entrò Cofferati, accompagnato dall’allora Presidente della Provincia Alfonso Andria, misi sul viso subito una mascherina per proteggermi dalla viaria che imperversava in Cina, in quanto lui era soprannominato il cinese. Risposi così con ironia alla aggressione subita dai pensionati della CGIL che l’anno prima, il 5 luglio 2002 (giorno del Patto per l’Italia a Palazzo Chigi con Berlusconi, Bonanni e D’Amato), in occasione dell’Assemblea annuale di Confindustria Salerno dinnanzi alla Sede di via Madonna di Fatima accolsero alcuni partecipanti, in particolare i sindacalisti della CISL della UIL, e me stesso con sputi e altro per poi fuggire subito di fronte alla possibile carica della Polizia. Ironia sempre, violenza mai. A distanza oltre venti anni la situazione della CGIL è peggiorata. Un sindacalista serio e onesto si dovrebbe piuttosto occupare del perché i giovani non si iscrivono più alla sua Organizzazione che continua a invecchiare e oggi vede i pensionati superare il 60% degli iscritti e, soprattutto, sostenere, in gran parte le finanze sindacali, che continuano a godere di tanti benefici e contribuzioni non visibili nei bilanci che come scrive Livadiotti non sono sottoposti ad alcun serio controllo. Infine pochi sanno che i pensionati iscritti al sindacato non possono dimettersi facilmente perché, grazie a norme assurde, dovrebbero recarsi personalmente alle sedi territoriali dell’INPS per sottoscrivere appositi moduli di cancellazione, eventualmente, sotto lo sguardo intimidatorio di funzionari non estranei alle Organizzazioni Sindacali. Tale squallore non è cambiato ancora oggi per cui Landini vive grazie a queste “contribuzioni volontarie” che a me sembrano più costrizioni e/o estorsioni vista la difficoltà con la quale una volta entrati in un sindacato e di fatto difficile uscirne. Tre suggerimenti a Landini: 1 quando non sarai più segretario evita di accomodarti subito sullo scranno parlamentare ne va della tua dignità, 2 quando andrai in pensione goditi la stessa come i vecchi colleghi saldatori della cooperativa dove hai lavorato solo per pochissimo tempo come apprendista poiché lasciasti subito per iniziare la professione del sindacalista, 3 controlla bene la pensione che ti darà l’INPS in modo che non superi il 60% di quella dei tuoi vecchi colleghi e maestri saldatori; si dice, ma non ci credo, che spesso l’INPS ha sbagliato i conteggi delle pensioni ad alcuni sindacalisti e non per difetto per cui se accadesse anche a te sarebbe sconveniente.
Antonio Paravia

01.12.2025

Ex senatore della Repubblica (XV e XVI LEG.) www.antonioparavia.it
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