FACINOROSI AGGREDISCONO LE FORZE DELL’ORDINE IMPUNEMENTE
Il diritto a manifestare pubblicamente le proprie convinzioni è certamente sacrosanto ed è tutelato dalle leggi in tutti i Paesi democratici.
Scendere in strada per qualsivoglia ragione per rivendicare, protestare o solidarizzare è certamente legittimo ma devono essere rispettati anche i diritti degli altri che non partecipano a tali iniziative.
Ci riferiamo in primis a tutti coloro che vivono e operano sui territori interessati dalle manifestazioni, scioperi compresi, che non devono essere limitati nelle loro libertà e ancor meno subire danni, talvolta rilevanti, per le inconsulte azioni dei violenti.
Per queste ragioni esistono delle regolamentazioni per l’organizzazione e il successivo svolgimento delle manifestazioni che vanno non solo preannunciate ma comunicate preventivamente alle Autorità che, se le autorizzano, provvedono a tutte le necessità (presenza delle Forze dell’Ordine – percorsi da attraversare – ecc.) proprio per tutelare tutti. Non sempre ciò è accaduto; troppe volte sono state tollerate manifestazioni, chiamate eufemisticamente spontanee, che non rispettando le leggi oltre a creare evidenti disagi nella circolazione delle persone e dei mezzi hanno prodotto rilevanti danni che poi non vengono risarciti da alcuno.
Ancora più inaccettabili sono poi le violenze incomprensibili verso coloro che vestono una divisa, formati e abituati a tutelare tutti; nel migliore dei casi questi ricevono solo insulti e sputi ma quasi sempre subiscono vili aggressioni rischiando anche la vita senza potersi difendere finché il responsabile dell’Ordine Pubblico non dia, finalmente, l’autorizzazione al respingimento o allo scioglimento della manifestazione.
Riteniamo che la tolleranza sia una virtù della democrazia ma se di questa si abusa si crea una situazione assurda e cioè quella che per consentire a taluni di sfogare le proprie frustrazioni tanti altri sono poi costretti a subirne le conseguenze. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a proteste improvvise, che hanno prodotto molti feriti e rilevanti danni alle proprietà pubbliche e private, per esprimere false solidarietà e per presunte difese ambientalistiche; ci riferiamo a Bologna per la morte di Abdeerrahim Fakir e poi al Piemonte per le azioni dei NO TAV.
Nel primo caso il sindaco Lepore, con una celerità sconosciuta per le pratiche amministrative comunali, a poche ore dalla morte del povero instabile ha convocato immediatamente la piazza per richiedere che fosse accertata la verità per il tragico evento e per esprimere solidarietà ai familiari del defunto, il tutto senza richiedere l’autorizzazione alle Autorità ritenendosi forse onnipotente.
Quest’uomo, poco rispettoso del ruolo che ricopre, ha volutamente ignorato la Costituzione e le leggi che affidano esclusivamente alla Magistratura la verifica attenta delle eventuali responsabilità circa tale triste accadimento. Ha dimenticato anche le tragiche degenerazioni di altre “adunanze” simili a Bologna e ovunque dove frustrati, violenti squilibrati di ogni tipo e strato sociale si inseriscono nelle manifestazioni anche pacifiche per mettere a ferro e fuoco la città privilegiando le aggressioni a coloro che indossano una divisa.
Gli interessi personali e politici spingono spesso questi soggetti a inseguire visibilità e popolarità piuttosto che rispettare il ruolo che dovrebbero ricoprire con diversa dignità e serietà. Nel caso dei NO TAV niente di nuovo; altro che civili manifestazioni a difesa dell’ambiente, si tratta invece di vere e proprie azioni terroristiche organizzate fin nei dettagli con il solito richiamo dall’estero di rivoluzionari-delinquenti diversi in modo da aiutare quelli nostrani per poter meglio aggredire e distruggere ogni cosa.
Le misure introdotte dalle diverse Legislature che si sono succedute negli ultimi quinquenni non sono state sufficienti per risolvere tali incivili fenomeni e nemmeno ridurli anzi queste sono oramai sempre più frequenti, quasi giornaliere, e attraversano l’intero stivale. Rettori, presidi e studenti ignoranti, pur di lavorare e studiare meno, sono sempre pronti a utilizzare qualsivoglia argomento per scioperare e occupare qualche edificio pubblico oltre che attraversare con cortei le città compiendo violenze e aggredendo, senza alcuna ragione, i poliziotti; protestatari ignoranti, che si dichiarano di sinistra e naturalmente antifascisti, ma che di fatto ignorano i principi elementari del vivere civile e il rispetto dovuto alle Forze dell’Ordine che sono innanzitutto dei lavoratori così come all’epoca dichiarava Pier Paolo Pasolini in loro difesa. Alcuni sindacalisti, incapaci di difendere seriamente gli interessi dei lavoratori, utilizzano qualsivoglia pretesto per scioperi politici improvvisi che danneggiano l’intera collettività e che determinano rilevanti costi per l’economia nazionale. Aggiungiamo poi le manifestazioni promosse da vari centri sociali, dai pro-pal, dalle organizzazioni partitiche e non, dai gruppi di extracomunitari e perfino dai cosiddetti Ultras dello sport. Il troppo storpia! Non siamo d’accordo con alcuni Media che tendono sempre a ridurre le responsabilità dei violenti rimarcando piuttosto le presunte nobili motivazioni che li hanno mossi e sottolineando a sproposito che si tratta di minoranze mentre rispettabili sarebbero la stragrande maggioranza dei partecipanti. Non è vero! Nei Paesi democratici e civili allorquando si iniziano a verificare i primi atti di violenza i responsabili vengono isolati ed espulsi e nei casi più gravi vengono perfino sciolte le manifestazioni.
Da noi invece prevalgono sempre i distinguo e le relative dichiarazioni ipocrite; alcuni leader politici come Schlein- Conte-Landini, prima “godono delle piazze”, sia pure sempre meno numerose che in passato, tra sorrisi e selfie, e poi assistono con indifferenza alle violenze senza sciogliere tali adunanze; recuperano parzialmente il giorno dopo offrendo solidarietà ai feriti in divisa. Paolo Mieli, da tempo tra i più autorevoli giornalisti di sinistra, con un passato da sessantottino-extra parlamentare, in una recente trasmissione sulla Sette TV di Cairo sul tema delle manifestazioni violente ha affermato in modo categorico <<…La Sinistra conosce i violenti ma non interviene…>>.
Dopo aver riconosciuto che troppi sono questi accadimenti settimanali, se non giornalieri, che interessano tutte le città ha poi invitato Conte e Schlein << …ad andare di persona ad affrontare questi violenti…>> infine ha ricordato al conduttore Luca Telese il coraggio di Luciano Lama, uno dei predecessori di Maurizio Landini, che il 17.02.1977 andò a scontrarsi con gli universitari che occupavano a Roma La Sapienza con l’ausilio di appartenenti ad Autonomia Operaia.
Dunque Mieli ha, finalmente, riconosciuto la scarsa coerenza e, quindi, l’ipocrisia di questi aspiranti premier di sinistra che volgarizzando potremmo dire che “buttano le pietre e poi nascondono le mani”.
Sarebbero necessarie misure simili a quelle decise dalla premier inglese Margaret Thatcher negli anni ottanta allorquando fu necessario far cessare le inaccettabili attività degli hooligans; lì non si scherza più, chi aggredisce un poliziotto viene subito portato in cella e immediatamente processato per poi scontare per intero condanne severe, esattamente il contrario di quanto accade in Italia.
Al di là dei provvedimenti di legge che dovranno essere adottati richiamiamo la necessità di recuperare tutti senso civico per cui in presenza di atti collettivi violenti anziché restare a guadare e i più stupidì addirittura a sorridere, è necessario allontanarsi subito per lasciare alle Forze dell’Ordine maggiore spazio per le loro azioni di contrasto e, quindi, di ripristino della legalità.
Quando poi assistiamo a singoli fatti di violenza contro qualcuno oltre a chiedere subito l’intervento del 112 valutiamo la possibilità di intervenire direttamente, se possibile con l’aiuto di altri, per cercare di far cessare queste spregevoli attività delinquenziali. Prendiamo coscienza della realtà e troviamo la forza per reagire con coraggio e determinazione oltre che, ovviamente, nel modo più razionale possibile.Tutti devono fare la loro parte e smettere di essere solo spettatori.
Antonio Paravia
03.08.2026
Ex senatore della Repubblica (XV e XVI LEG.) www.antonioparavia.it
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