FRANCESCO COSSIGA E LA COSTITUZIONE

TRA I MIGLIORI POLITICI DEL DOPOGUERRA, È STATO IL “PICCONATORE”

Quarantuno anni fa Francesco Cossiga, il tre luglio 1985, iniziò il suo mandato presidenziale che poi volle terminare anticipatamente il 28 aprile 1992. Era stato eletto giorni prima, il 24 giugno 1985, al primo scrutinio con un voto quasi plebiscitario (752 su 977 pari al 74,3%) prima volta nella storia repubblicana, risultato eccezionale poi ripetuto solo da Azeglio Ciampi il 13 maggio 1999 ma con una percentuale inferiore.
Il più giovane Presidente che la Repubblica abbia avuto a tutt’oggi; un uomo eccezionale per concretezza, lucidità e coraggio che avemmo occasione di incontrare più volte nel corso della personale presenza al Senato (XV E XVI Legislatura).
L’incontro iniziale fu in verità poco felice in seguito a una incomprensione banale che però chiarimmo quasi subito; da allora potemmo contare sulla sua benevolenza per cui tante furono le occasioni di confronto su diversi temi anche delicati e rilevanti come a esempio il fine vita.
In quei quattro anni raccogliemmo molte riflessioni espresse con la potenza della sua voce sarda e con parole tanto crude quanto chiare ed efficaci in particolare sulla necessità di cambiamento del nostro Paese; ci rese edotti di esperienze vissute o direttamente o da vicino che lo avevano convinto sempre più che andavano rivoltate alcune Istituzioni senza se e senza ma, poiché diversamente l’Italia avrebbe continuato a perdere terreno restando praticamente ferma.
Le sue idee erano forti tanto quanto il rammarico che provava per non essere riuscito a incidere per far realizzare queste trasformazioni dal Parlamento; sembrava che soffrisse molto per questo e anche perché molti suoi colleghi pur convinti delle sue posizioni preferivano invece mantenere lo status quo e cioè l’immobilismo sorridendo e annuendo perfino ai giornalisti che lo definivano stupidamente il “picconatore”.
Con il senno del poi forse furono sbagliate le dimissioni anticipate da Presidente della Repubblica perché determinarono, involontariamente, l’elezione il 25 maggio 1992 di una persona a di poco modesta quale Oscar Luigi Scalfaro in forza dell’unica idea folle di Marco Pannella, che lo propose Presidente non tanto a causa dell’impasse in cui si trovavano le Camere (sedicesimo scrutinio) ma piuttosto per il tragico attentato mafioso di Capaci per cui si doveva eleggere velocemente il nuovo Capo dello Stato. In questi giorni abbiamo riletto diversi scritti e interviste di Cossiga degli anni novanta e del decennio successivo ritrovando alcune delle riflessioni che ci aveva partecipato nelle stanze di Palazzo Madama. Ne ricordiamo qualcuna sul tema della Costituzione riportandole qui di seguito tra virgolette perché di esse abbiamo custodito testi e video.
La Costituzione parola richiamata e pronunciata troppo spesso da chi la conosce poco e ne ignora sia i tempi che le persone che l’hanno determinata. Cossiga è stato professore di diritto costituzionale all’università di Sassari, quindi attento studioso e divulgatore della materia. Pertanto ora registriamo alcuni flash che rappresentano bene il frutto dei suoi studi.
La sua tesi iniziale era chiara : <<la Carta del 1948 è oramai superata e la rigidità dell’attuale sistema costituzionale impedisce la reale modernizzazione del Paese>> – <<ha ragione il costituzionalista britannico Kenneth Wheare allorquando ha definito la Costituzione Italiana la peggiore costituzione adottata nel dopoguerra in Europa>> – <<la Costituzione è il frutto di un accordo tra democristiani e comunisti, tu non fai la rivoluzione e io non ti metto fuorilegge… è l’unica costituzione in cui il Premier non può revocare i Ministri… perché la formula è quella ancora del CNL (Comitato Nazionale di Liberazione)… e poi ci sono le invenzioni dei cattolici, I quali contro la volontà del partito comunista si sono inventati la Corte Costituzionale, il Consiglio Superiore della Magistratura, le regioni e i referendum>> – <<De Gasperi poté governare bene per vent’anni perché non realizzò della Costituzione né le regioni, né il referendum né la Corte Costituzionale né il Consiglio superiore della Magistratura>> – <<la Magistratura in alcune frange estreme è un’associazione a delinquere>> – <<la prima parte della Costituzione non è un testo sacro e inviolabile… la seconda parte, l’ordinamento della Repubblica, va invece riscritto da cima a fondo per evitare instabilità cronica dei governi>>. Consideriamo Francesco Cossiga il miglior Presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto; un pensiero però va anche a Sandro Pertini per la sua carica di simpatia e perché sapeva parlare al cuore della gente.

Antonio Paravia
03.07.2026

Ex senatore della Repubblica (XV e XVI LEG.) www.antonioparavia.it
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