TRA 10 GIORNI SARANNO 25 ANNI DALLA TRAGICA FOLLIA DI AL QUAIDA
Digitando su Internet <attentati terroristici in Israele> si apre una pagina Wikipedia che contiene un elenco di ben 139 spaventosi massacri operati dai mussulmani di diverse etnie. Cliccando poi sui singoli eventi si possono leggere i dettagli di tali atroci assassinii per lo più compiuti in nome di Allah da parte di DISUMANI fatti di sostanze e/o di alcol nell’illusione di trovare dopo la loro morte un Paradiso pieno di vergini in loro attesa. I Servizi di Sicurezza di tutte le nazioni del mondo hanno esaminato di certo con attenzione questi attentati e tutti gli altri del secolo scorso ma nessuno di loro aveva mai ipotizzato un’azione simile a quella concepita e realizzata in America dal gruppo di fanatici guidato da Osama bin Laden, saudita di etnia kindita yemenita, che lo fondò con le ricchezze paterne nel 1988 dandogli il nome di Al Quaida. La mattina dell’undici settembre 2001 gli USA e il resto del mondo si scoprirono indifesi di fronte a tale lucida follia che con quattro aerei fecero crollare le due Twin Towers del World Trade Center, un angolo del Pentagono e non sappiamo ancora oggi quale fosse l’ulteriore obiettivo non raggiunto del quarto aereo poi precipitato in Pennsylvania per la coraggiosa azione di contrasto ai terroristi operata da alcuni eroici passeggeri. Queste tragedie hanno sconvolto il pianeta intero ma per troppo poco tempo e per lo più per i disagi creati dalle nuove misure di sicurezza negli aeroporti, nelle stazioni e negli altri centri pubblici; infatti lo sdegno verso le azioni terroristiche si è ridotto in tutti, salvo quando le conseguenze ci hanno toccato da vicino. I quasi tremila morti dell’undici settembre e gli oltre settemila deceduti successivamente a causa delle polveri inalate avrebbero dovuto determinare riflessioni attente sul fanatismo religioso e, quindi, sul perché molti mussulmani appartenenti a sette diverse, a volte anche in feroce contrasto tra loro, incitano alla violenza verso le donne e verso LGBTQ e poi soprattutto invitano a uccidere gli infedeli. La spiegazione è nel Corano; qui nell’anti Bibbia possiamo cogliere la considerazione che i mussulmani hanno delle donne. <Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni sulle altre. Le donne virtuose sono devote. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele. Corano 4:34.>, <Le vostre donne sono un campo da arare per voi: andate al vostro campo come volete. Corano 2:223.>. Allucinante leggere altri dettami quali:<Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate. Questa è la ricompensa dei miscredenti. Corano 2:191.> <Quando incontrate gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei prigionieri. Corano 47:4.>. Le azioni che avrebbero dovuto intraprendere i Paesi civili sono state del tutto insufficienti anzi proprio in questi si è, incomprensibilmente, sviluppata la cultura Woke che di fatto ha negato la pericolosità del fanatismo religioso preferendo dissertare sulle discriminazioni sia vere che presunte. Gli woke americani ed europei anziché affrontare l’incultura che attanaglia la maggioranza dei Paesi Mussulmani hanno invece preferito dibattere sul revisionismo storico ignorando le realtà dei contesti passati; abbattiamo quindi le statue che ricordano Cristoforo Colombo (quelle di Indro Montanelli in Italia): al ridicolo non c’è mai fine. L’Occidente da allora grazie al wokismo-sinistrorso ha aperto ulteriormente le porte all’immigrazione che poi non è più riuscito a controllare. Ci appassiona il confronto, che consideriamo alla base di ogni seria democrazia, ma restiamo perplessi quando ci troviamo con interlocutori che parlano solo attraverso slogan e apparenti certezze mentre noi continuiamo a nutrire invece molti dubbi. Non comprendiamo per esempio come sia stato possibile che proprio New York abbia scelto come sindaco Zohran Mandani, un mussulmano che dovrà partecipare alle prossime celebrazioni di Ground Zero; cosa farà questo uomo: chiederà scusa alla città e alla nazione per i crimini dei suoi confratelli? rinnegherà, finalmente, quelle parti del Corano che chiedono di uccidere gli infedeli (tutti i non mussulmani)? Crediamo che non avrà la convinzione né la forza morale per farlo; forse se la riderà sotto i baffi mentre verranno letti i nomi delle migliaia di vittime innocenti tanto il suo viso è nascosto da una barba in verità più occidentale che da ayatollah. Oramai l’odio dei mussulmani non è più riservato solo agli israeliani e ai sionisti di tutto il mondo ma si è esteso verso tutti gli infedeli e grazie all’insipienza di molti sta proliferando in alcune nazioni europee in primis l’Italia. Qui registriamo con piacere qualche perplessità del possibile leader del centrosinistra Giuseppe Conte sul wokismo ma nella sostanza la politica di questo schieramento sia pure molto differenziata per non dire contraddittoria è di totale sudditanza alla proliferazione di Moschee e relativi Imam, questi oramai presidiano buona parte del nostro Paese e tutte le reti televisive. Queste ultime fanno a gara per averli ospiti in trasmissione consentendo loro di insultare impunemente chi li ha accolti con troppa leggerezza. “L’Informazione” del nostro BELPAESE anziché fare loro da megafono per le tante ingiustificate richieste e proteste dovrebbe documentarci meglio un po’ più sul Corano, su ciò che avviene in Iran – Afganistan e in tante altre nazioni dove capetti religiosi impediscono qualsivoglia diritto civile, sugli attentati che hanno ucciso decine di migliaia di israeliani. A ciò potrebbero dedicare anche solo un 50% del tempo sempre riservato ai PROPAL, a chi si inventa il genocidio, ai NO TAV, ai rettori che falsificano la storia, agli scioperanti e a chi sfugge ai posti di blocco delle Forze dell’Ordine o ad altri delinquenti similari. Le idee politiche e gli interessi di troppi giornalisti condizionano l’informazione e ne limitano il diritto dovere di pubblicizzare i fatti separandoli dalle proprie convinzioni. Fin quando questo sistema imperverserà dovremo continuare a subire mezze verità se non addirittura verità false.
Antonio Paravia
01.09.2026
Ex senatore della Repubblica (XV e XVI LEG.) www.antonioparavia.it
Da questo sito si può stampare l’articolo cliccando su riflessioni recenti.
